Forex Trading: Trading a Breve vs Trading A Lungo Termine

Fare trading a breve o a lungo termine è uno dei dilemmi più comuni fra gli investitori. Comunemente, si tende a pensare che il trading a lungo termine sia più vantaggioso rispetto a quello a breve termine (in particolare per i trader “alle prime armi”). Ma è anche vero che molti investitori guadagnano tanto anche nel brevissimo termine. È inoltre opportuno aggiungere che il trading a breve termine può essere più divertente e avvincente! Tuttavia, operare nel lungo termine può essere potenzialmente più redditizio e fornisce un maggiore controllo del rischio. Inoltre, è generalmente più facile da imparare per i forex traders alle prime armi.

Trading A Breve Termine

Per breve termine s’intende generalmente un periodo inferiore ad una settimana. Il trading a breve comprende quindi le strategie di day-trading e scalping, che sono contraddistinte da posizioni che vanno da alcuni secondi o minuti, ad un paio di giorni. I trader a lungo termine tendono inoltre ad utilizzare grafici giornalieri, mentre quelli a breve termine possono anche utilizzare grafici più brevi di un minuto.

Trading A Lungo Termine

Un trader a lungo termine non si contraddistingue solo dal periodo di tempo in cui mantiene posizioni aperte, ma anche dal modo in cui la posizione viene gestita per tutto il periodo di detenzione. Essere un trader a lungo termine non significa essere statici e non saper gestire attivamente una posizione. Un trader a lungo termine può gestire attivamente una posizione da diverse settimane a diversi mesi. Giusto per essere chiari, il trader a lungo termine non è la stessa cosa di un semplice “buy and hold“.

Naturalmente, vi sono molti partecipanti al mercato forex che hanno tutto l’interesse a favorire il trading a breve termine, semplicemente perché guadagnano di più quando i forex traders negoziano più frequentemente. L’importante sarà evitare come la peste tutti quelli che pubblicizzano guadagni esorbitanti in pochissimo tempo!

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Risulta evidente come più trade si fanno, più soldi dovrete immettere sul conto…..e maggiori saranno i guadagni del broker che dovrà gestirli per voi! Un più alto volume di trade significa quindi più reddito disponibile per i broker. Anche per questo motivo qualcuno potrebbe orientarvi al trading a breve termine. L’over trading è purtroppo un fenomeno molto comune oggi e bisogna quindi stare alla larga da quei broker che vi stimolano continuamente ad investire sulle loro piattaforme.

Spread

forex tradingIl guadagno di un broker è costituito dallo “spread”, ovvero la differenza tra il prezzo BID ed il prezzo ASK sulla coppia di valute che viene scambiata. Il broker aggiunge lo spread all’interno del prezzo di trade e lo mantiene per sè, ricoprendo i costi di gestione e ottenendo così un ricavo. I forex traders orientati al breve termine devono affrontare subito uno svantaggio, perché sono “costretti” a fare più trade e quindi “superare” più spesso lo spread. Per realizzare un profitto di 1.000 pip quando si fa trading con la stessa coppia EUR/USD, un forex traders a breve termine che fa 50 trade deve fare 1.100 pips (supponendo che lo spread su EUR/USD sia di 2 pips) e deve quindi superare lo spread di 50 volte, una volta per ogni trade. D’altra parte, per realizzare un profitto di 1.000 pip quando si fa trading con la coppia EUR/USD, un forex traders a lungo termine dovrebbe fare un trade da 1.002 pips (assumendo che lo spread su EUR/USD sia di 2 pips). In altre parole, deve solo fare 2 pip per superare lo spread. Considerando questo esempio, un trader a breve termine dovrà guadagnare altri 98 pips o essere di circa il 10% più efficace di un trader a lungo termine per guadagnare lo stesso profitto. La linea di fondo è che più transazioni significano più costi di transazione.

Rollover

I trader a breve termine spesso dimenticano un aspetto importante della loro seppur breve strategia: il rollover. Esso consiste nella semplice vendita a chiusura di mercato della posizione acquisita al termine delle contrattazioni giornaliere e nel suo riacquisto all’inizio di quella successiva. Risulta quindi ovvio che il saldo del conto, nel caso estremamente probabile che si siano registrate delle differenze, dovrà essere addebitato o accreditato dando vita ad un semplice calcolo matematico. A rendere nota la differenza formatasi, saranno gli swap, ossia il calcolo della differenza tra i tassi d’interesse delle valute. I trader a breve termine sono quindi costretti a pagare questi “premi” sugli interessi su base giornaliera, mentre quelli a lungo termine possono creare trade e gruppi di posizioni che beneficiano di pagamenti di interessi a lungo termine.

Il Tempo e L’Aspetto Emotivo

Il trading a lungo termine ha il vantaggio del tempo, dal momento che non c’è bisogno di monitorare il mercato giorno per giorno, tutti i giorni. Ciò è vantaggioso per chi ha un lavoro o una famiglia e che quindi non può dedicare molto tempo a seguire costantemente i mercati. Il trading a breve termine richiede invece molta più attenzione al mercato su base continua. E, in questi casi, il trader deve fare attenzione all’aspetto emotivo. Più a lungo si sta di fronte al computer guardando l’andamento volatile dei mercati, tanto più aumenteranno le probabilità che cada nella trappola di modificare la propria strategia. Questo “pedaggio” emotivo aumenta lo stress nel trading e può rendere l’intera esperienza sgradevole.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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