Forex Trading: le commodity currencies

Nel mercato Forex, le commodity currencies rappresentano quelle coppie di valute il cui valore dipende in gran parte dell’esportazione di materie prime del paese, come petrolio, metalli preziosi e prodotti agricoli. Numerosi paesi infatti, specialmente quelli in via di sviluppo, basano la maggior parte delle proprie attività economiche sulla produzione ed esportazione di un ristretto numero di materie prime. Nonostante ciò, le valute in questione rimangono sempre ancorate ad altre più forti (come il Dollaro e l’Euro). Finché il Peg tiene, si avranno maggiori livelli di stabilità finanziaria.

Forex Trading: le commodity currencies

Forex Trading: le commodity currencies

Le cosiddette commodity currencies sono le valute di tutti quei paesi che producono grandi quantitativi di materie prime o altre risorse naturali. Quest’ultime spesso costituiscono la maggioranza delle esportazioni dei paesi e la forza della loro economia può dipendere fortemente dai prezzi di queste risorse naturali. I paesi che producono più degli altri risorse naturali includono la Russia, l’Arabia Saudita, la Nigeria e il Venezuela. Comunque sia, le valute dei paesi ricchi nel campo delle risorse naturali, sono regolamentate dal governo o raramente tradate nei mercati internazionali. Pertanto, il trading delle commodity currencies, si incentra tipicamente sui tre paesi che più possono vantare una produzione interna di risorse naturali: Canada, Australia e Nuova Zelanda.

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L’economia del Canada

L’economia del Canada, la cui valuta è il dollaro canadese (CAD) è notoriamente dinamica e moderna. Secondo la Banca Mondiale, in base al prodotto interno lordo pro capite, il Canada vanta un tenore di vita fra i più alti al mondo. Il paese ha la fortuna di produrre grandi quantitativi di materie prime, che comprendono i gas naturali, legname e olio. Questo rende l’economia del Canada molto suscettibile ai prezzi delle materie prime. Il Canada ha dei benefici anche per la sua locazione geografica situata al nord degli Stati Uniti, la cui economia è la più grande al mondo. Data questa vicinanza, la maggior parte delle esportazioni canadesi ha come destinazione proprio gli Stati Uniti. Pertanto, l’economia canadese è strettamente collegata a quella americana, poiché un indebolimento nella crescita nell’economia statunitense, può coincidere con un minor volume di esportazioni per il Canada.

L’economia dell’Australia

L’Australia, la cui valuta è il dollaro australiano (AUD), è uno dei paesi che più di ogni altro è ricco di risorse naturali e ha molti possedimenti di oro, ferro, rame, carbone e alluminio. L’Australia ha anche un gran numero di fattorie che producono beni quali grano, carni e lana. In aggiunta alle risorse naturali e alla produzione agricola, l’Australia vanta di un’economia moderna ed industrializzata e di un ampio settore terziario. Nonostante questi evidenti vantaggi economici, l’Australia in qualche modo risente della sua posizione geograficamente isolata e di una popolazione relativamente ridotta. Le importazioni possono comportare deficit commerciali che esercitano pressioni sul dollaro australiano.

L’economia della Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda, la cui valuta è il dollaro neozelandese (NZD), è un’isola che gode della produzione di molte risorse naturali e di un vasto settore agricolo. Queste risorse comportano un’esposizione molto ampia della Nuova Zelanda verso i prezzi internazionali delle materie prime. Il paese è inoltre estremamente aperto alle negoziazioni internazionali e agli investimenti esteri, oltre al fatto che è una meta molto popolare per i turisti.

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I fattori che ne influenzano i movimenti

Il primo fattore determinante del movimento delle commodity currencies è il prezzo di materie prime come oro, petrolio ecc. In linea di massima, gli investitori si aspettano un rafforzamento delle valute dei produttori di materie prime ogni qualvolta il prezzo delle materie prime impenna. Quando i prezzi delle materie prime si indeboliscono, anche le valute si indeboliscono. In periodi di rafforzamento dei prezzi delle materie prime, le economie delle nazioni produttrici di beni, generalmente crescono rapidamente, cosa che potrebbe portare ad alti tassi di interesse interni. Quest’ultimi, potrebbero far sì che queste nazioni divengano popolari per quella tipologia di trading chiamata carry trade, con il quale gli investitori vendono valute a basso rendimento e reinvestono il ricavato in valute ad alto rendimento. Comunque, quando le condizioni finanziarie cambiano, il carry trade può essere molto rapidamente invertito, cosa che potrebbe conseguire in una fuga di capitale dal paese di destinazione e in un rapido declino del valore della valuta.

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 Trading

Le valute di Canada (CAD), Australia (AUD) e Nuova Zelanda (NZD), sono negoziate attivamente ma sono meno liquide rispetto a quelle di Regno Unito (GBP), Giappone (JPY) o a quelle dell’Eurozona.

Inoltre, un paragone fra le economie di nazioni produttrici di materie prime e quella degli Stati Uniti può rivelarsi duro poiché risulta essere non equo. In genere, i trader dovrebbero focalizzarsi sulla tendenza nei prezzi delle materie prime per determinare se le valute di Canada, Australia e Nuova Zelanda presentano delle probabilità di aumenti o diminuzioni. Nel caso di Australia e Nuova Zelanda, i relativi tassi di interesse sono importanti perché come abbiamo detto, i due paesi sono popolari per il carry trade. Negli ultimi anni, i tassi di interesse di Australia o Nuova Zelanda sono stati maggiori rispetto a quelli di paesi come il Giappone, è per questo che gli investitori hanno impiegato il carry trading vendendo lo yen e acquistando il dollaro australiano o neozelandese. Queste operazioni di trading aiutano a far crescere il valore delle valute australiane o neozelandesi.

Gli investitori o trader devono essere consapevoli del fatto che investire in materie prime o in compagnie produttrici di beni potrebbe indurre un’esposizione diretta ai prezzi delle materie prime. Sebbene le commodity currencies si muovono generalmente di pari passo ai prezzi delle materie prime, le valute sono influenzate anche da ulteriori fattori indipendenti da tutto ciò. E’ per questo che gli individui interessati ad investire in materie prime dovrebbero considerare attentamente se vogliono fare trading con le commodity currencies o se preferiscono investire direttamente nei beni.

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Il tasso di cambio

Quando il prezzo della materia prima aumenta, solitamente anche la moneta dello stato che ne è grande esportatore si apprezzerà sulle altre valute. Tuttavia, come abbiamo già detto, bisogna tenere a mente che il mercato Forex è leggermente più complesso di quello azionario e l’andamento delle commodity currencies può essere influenzato da vari altri fattori, indipendenti dalle materie prime.

Ad esempio quelli dell’Australia (o Nuova Zelanda) con quelli del Giappone: in generale, i capitali tenderanno a muoversi dove i tassi (e quindi la remunerazione) è più alta. Ciò comporterà un apprezzamento del tasso di cambio della moneta del Paese che sta attirando più capitali. Non a caso uno dei cross più sfruttati dai forex trader è proprio quello JPY/AUD, soprattutto nelle strategie di carry trade.

Le aspettative sui futuri movimenti delle materie prime rappresentano il fattore più importante per poter trarre profitto dai tassi di cambio delle commodity currencies; tuttavia, rispetto ad un investimento diretto sulle materie prime, le valute offrono l’ulteriore opportunità che la variazione di prezzo della commodity spesso anticipa leggermente la ripercussione sul tasso di cambio della moneta, lasciando così al trader il tempo necessario per muoversi di conseguenza.

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