Le 10 Regole del Forex Trading – prima parte

Come ogni investimento che si rispetti, anche il forex trading ha le sue regole.

Le 10 Regole del Forex Trading - prima parte

Le 10 Regole del Forex Trading – prima parte

Perché scambiare valute? Esistono dieci ragioni principali per cui il mercato del forex è un ottimo posto in cui negoziare:

  • Si può negoziare in maniera sempre diversa – le strategie possono nascere da grafici a 5 minuti, orari, giornalieri o persino settimanali.
  • C’è una grande quantità di informazioni – grafici, news in tempo reale, ricerche esaustive, tutto disponibile gratuitamente.
  • Tutte le informazioni fondamentali sono pubbliche e divulgate nell’immediato.
  • È possibile accumulare interessi sulle negoziazioni a base oraria o giornaliera.
  • Le dimensioni dei lotti sono personalizzabili, ciò vuol dire che si può scambiare con $ 500 con gli stessi costi di esecuzione dei conti che scambiano $ 500 milioni.
  • Il leverage (o leva) personalizzabile consente di rimanere conservativi o diventare aggressivi (ritorno dell’investimento personale o margine anche di 100:1).
  • L’assenza di commissioni significa che ogni vincita o perdita è registrata in modo chiaro nel P&L.
  • Si può fare trading 24 ore al giorno in casi di elevata liquidità (da $ 20 milioni in su)
  • Non esistono discriminazioni tra l’andare short e long (nessuna uptick rule).
  • Non si può perdere più capitale di quanto se ne sia impegnato (richiesta di margine automatica)

P.S. : Questo è un articolo/guida concepito per aiutare a sviluppare un metodo intelligente e logico per scambiare le valute in base a 10 regole chiave. I sistemi e le idee proposte qui derivano da anni di osservazione dei prezzi all’interno di questo mercato e forniscono approcci con un’elevata possibilità di scambiare sia con schemi di tendenza che di controtendenza, sebbene non diano garanzie certe di successo.

Nessuno schema di trading è preciso al 100%. Ecco il motivo per cui mostriamo i successi e gli insuccessi, in modo da far capire e imparare le possibilità di profitto, così come le potenziali insidie per ogni idea proposta.

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Le 10 Regole del Forex Trading

Fatte le doverose premesse, vediamo ora le 10 regole del forex trading:

  1. Non lasciare mai che un vincente diventi perdente
  2. La logica vince, l’impulsività uccide
  3. Mai rischiare più del 2% per negoziazione
  4. Pensare fondamentale, agire tecnico
  5. Mettere sempre insieme forte e debole
  6. Avere ragione nel momento sbagliato vuol dire avere torto
  7. Conoscere la differenza tra «scale in» e essere in perdita
  8. Ciò che è matematicamente buono è psicologicamente impossibile
  9. Il rischio è calcolabile, ma i profitti sono imprevedibili
  10. Niente scuse, mai

Le 10 Regole del Forex Trading - prima parte

Fare trading è un’arte più che una scienza. Pertanto, nessuna regola è davvero assoluta (eccetto quella che riguarda gli stop). Tuttavia, queste 10 regole funzionano bene con una varietà di ambienti di mercato e consentono di rimanere con i piedi per terra e fuori pericolo.

 

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Le 10 Regole del Forex Trading: non lasciare mai che un vincente diventi perdente



La regola fondamentale è quella di proteggere i vostri profitti, sempre e comunque. Non c’è nulla di peggio che guardare gli scambi salire di 30 punti in un minuto, solo per vedere la situazione contraria poco dopo e vederlo scendere di 40 punti.

Se non vi siete mai trovati in una situazione simile prima, consideratevi fortunati: è una pena che molti trader affrontano più spesso di quanto si possa immaginare ed è un esempio perfetto di una gestione del denaro poco oculata.

 

 

Gestire il proprio capitale

Il mercato delle valute può modificare il suo andamento molto velocemente, con profitti che possono trasformarsi in perdite in pochi minuti. E questo rende fondamentale la gestione ottimale del proprio capitale. Una delle regole cardini del trading è la protezione dei profitti, anche se ciò significa mettere da parte 15 pip alla volta.

Per alcuni 15 pip possono sembrare un profitto irrisorio, ma se si hanno 10 scambi con 15 pip alla volta, questi diventano dei rispettabilissimi 150 punti di guadagni. Per alcuni, questo metodo potrebbe sembrare come fare trading con gli spiccioli della nonna, ma ricordate che il punto fondamentale è quello di minimizzare le perdite e, al contempo, guadagnare il più spesso possibile su ogni ordine.

Alla fine si tratta del proprio capitale. Nonostante si tratti di denaro che si è disposti a perdere, conosciuto con il termine di capitale di rischio, bisogna vedere il tutto dalla prospettiva di “se stessi contro il mercato”. Come un soldato sul campo di guerra, bisogna proteggersi prima di tutto.

Ci sono due modi semplici per fare in modo che da vincenti non si diventi perdenti. Il primo metodo è quello del trailing stop; il secondo deriva dal primo e consiste nel negoziare più di un lotto.

Sfruttare il trailing stop

Il trailing stop richiede impegno ma è probabilmente uno dei migliori modi per mettere al sicuro i profitti. L’utilità di questo strumento è quella di impostare un profit target (obiettivo di profitto) a breve scadenza. Ad esempio, se quest’ultimo è di 15 pip, allora si dovrà spostare lo stop al pareggio (breakeven) non appena si ottengono 15 pip in denaro.

Se il cambio subisse un ribasso e dovesse toccare lo stop, andrebbe bene, poiché lo scambio potrebbe essere considerato uno “scratch”, cioè non ci sarebbero perdite né guadagni. Se il cambio aumenta, con un incremento di 5 pip alla volta, si sposta lo stop dal breakeven di 5 e si ottengono dei profitti a poco a poco. È come nel blackjack, dove ogni volta che si vincono 100 $, se ne mettono 25 da parte, senza toccarli.

Fare trading con i lotti

Il secondo metodo per proteggere i guadagni è scambiare più di un lotto. Se si negoziano due lotti, ad esempio, si possono avere due profit target. Il primo sarà collocato ad un livello più conservativo, più vicino al prezzo di entrata, si considerino ad esempio 15 o 20 pip, mentre il secondo è molto più lontano ed è quello per il quale si cerca di ottenere un maggiore rapporto guadagno-rischio. Una volta raggiunto il livello del primo target, si sposta lo stop al breakeven, il che incarna fondamentalmente la prima regola: “Non lasciare mai che un vincente diventi perdente”.

Naturalmente la regola dei 15 pip non è scolpita nella roccia. La quantità di profitto che si ricava e il modo in cui usufruire degli stop dipendono dal proprio stile di trading e dall’arco di tempo in cui si sceglie di scambiare. I trader con un intervallo di tempo maggiore preferiscono usare un primo target più ampio, come 50 o 100 pip, mentre quelli con un intervallo minore preferiscono un target da 15 pip. Gestire ogni singola negoziazione individuale è sempre più un’arte che una scienza. Tuttavia, in generale, fare trading richiede mettere a rischio il proprio denaro, per tale motivo vi incoraggiamo a pensare in termini di protezione dei profitti prima e a mettervi in discussione dopo. Un trading di successo è semplicemente l’arte di accumulare più vincitori che stop.

 

Le 10 Regole del forex trading: la logica vince, l’impulsività uccide



È stato perso più denaro facendo trading in modo impulsivo che in qualsiasi altro modo. Se si chiede ad un principiante perché sia andato long su una coppia di valute, si avrà come risposta: “perché è calata abbastanza, quindi deve ritornare su”. Questa forma di auto-convinzione non è dettata però dal ragionamento, ma è solo una pia illusione!

Non smettiamo mai di sorprenderci di come uomini d’affari dal carattere duro, estremamente intelligenti e spietati si comportino a Las Vegas. Uomini e donne che non pagherebbero neanche un dollaro in più del prezzo negoziato per qualunque prodotto nel proprio business, non hanno problemi a perdere 10.000 $ in 10 minuti alla roulette.

Lo sfarzo, il rumore e l’eccitazione della folla cambiano questi uomini e donne d’affari sobri e razionali in scommettitori sfegatati. Il mercato delle valute, con le sue quotazioni continue, le news costanti e le leve finanziarie più libere nel mondo finanziario tendono ad avere lo stesso impatto sui trader principianti.

Fare trading in modo impulsivo equivale a scommettere

Anche se un trader riesce a piazzare diversi trade vincenti, potrebbe bastarne uno negativo per fargli perdere quanto accumulato in precedenza. Così come ogni storia termina con un cuore spezzato di un giocatore a Las Vegas, allo stesso modo termina ogni storia di trading impulsivo.

Nel trading la logica vince e l’impulsività uccide. La ragione per cui questa massima è vera non è perché il trading in modo razionale è sempre più preciso di quello impulsivo. Anzi, spesso accade proprio il contrario. I trader precipitosi possono avere vincite senza precedenti, mentre quelli che usano degli schemi logici possono impantanarsi in una serie di perdite. Ricordate che la ragione deve sempre superare l’istinto del momento: i trader troppo impulsivi sono destinati inesorabilmente alla bancarotta.

Il trader impulsivo

Facciamo un esempio pratico. Il trader A è un impulsivo. “Percepisce” il movimento dei prezzi e risponde di conseguenza. Ipotizzate che i prezzi in EUR/USD si muovano bruscamente al rialzo. Il trader impulsivo sente che si è allontanato troppo e decide di andare short. La coppia aumenta ancora e il trader è convinto, ora più che mai, che sia ipercomprata e vende più EUR/USD, avvicinandosi alla posizione short corrente. I prezzi si fermano ma non tornano indietro.

Le 10 Regole del Forex Trading - prima parte

Il trader impulsivo, certo che i prezzi sono vicini al culmine, decide di triplicare la sua posizione e guarda con terrore mentre la coppia di valute raggiunge il picco, forzando una richiesta di margine sul proprio conto. Poche ore dopo, l’EUR/USD raggiunge il massimo e crolla, così il trader A sbatte i pugni con ferocia mentre guarda la coppia che viene liquidata senza di lui. Aveva avuto ragione, ma si era mosso con troppa impulsività e non aveva usato la logica.

“L’analizzatore”

Dall’altro lato, il trader B adotta sia l’analisi fondamentale (leggi anche Come Usare L’Analisi Fondamentale Nel Forex) che l’analisi tecnica (leggi anche Analisi Tecnica: La Teoria di Dow Nel Forex) per calcolare il rischio e misurare le sue entrate. Questi pensa inoltre che l’ EUR/USD sia sopravvalutato, ma invece di agire prematuramente a piacimento, aspetta pazientemente un segnale tecnico chiaro, come una candela rossa su una Banda di Bollinger (leggi anche Come Usare Le Bande di Bollinger Nel Forex Trading) o un movimento nell’indice di forza relativa (RSI), prima di iniziare lo scambio.

Inoltre, il trader B usa lo swing high del movimento come stop logico per quantificare con precisione il rischio. Il trader B è abbastanza brillante da adattare la sua posizione in modo da non perdere più del 2% del proprio conto qualora lo scambio dovesse fallire. Anche se sbaglia come il trader A, l’approccio metodico del trader B protegge il capitale, in modo tale che possa negoziare un altro giorno, mentre le azioni avventate, impulsive del trader A conducono ad una liquidazione di richiesta di margine.

Conclusione

Il punto è che i trend nel mercato FX possono durare molto tempo, pertanto, anche se raggiungere il culmine può portare al diritto di vantarsi, il rischio di essere prematuri nell’agire potrebbe avere maggior peso della calda sensazione che deriva dall’autocompiacimento. Invece, non c’è nulla di sbagliato nell’aspettare che un segnale inverso si manifesti prima di iniziare lo scambio.

Forse non si è arrivati al massimo, ma avere un profitto dell’80% è abbastanza positivo. Sebbene molti trader principianti trovino il trading impulsivo molto più eccitante, quelli più navigati sanno che il trading ragionato è quello che permette di mettere il pane in tavola.

Le 10 Regole del forex trading: mai rischiare più del 2% per negoziazione



Mai rischiare più del 2% per negoziazione. Questa è la regola più comune, nonché quella più violata, nel trading e spiega bene il motivo per cui molti trader perdono i propri soldi. Oggi molti manuali di trading sono pieni di storie di trader che perdono uno, due o persino cinque anni di valore di profitti durante un solo scambio che è andato molto male.

Questa è la ragione principale per cui la regola dello stop loss del 2% non dovrebbe mai essere violata. Per quanta autostima e sicurezza possa avere un trader sull’efficacia della sua strategia, il mercato (e anche il noto economista John Maynard Keynes), “può essere molto più irragionevole di quanto tu possa essere solvibile.”

Mettersi in discussione

Molti trader iniziano la propria carriera nel trading avendo in mente, in modo più o meno conscio, “The Big One” (quello grosso), vale a dire lo scambio che renderà milioni e consentirà di godersi il resto della loro vita senza preoccupazioni. Nel Forex, questa fantasia è rafforzata dalle tradizioni del mercato.

Come dimenticare il periodo in cui George Soros “gettò sul lastrico la banca di Inghilterra” svalutando la sterlina e andandosene con un profitto di 1 miliardo di $ in un solo giorno? Ma la dura verità dei mercati è che invece di vincere “the big one”, molti trader cadono vittima di una singola perdita catastrofica che li elimina dal gioco per sempre.

Le perdite significative sono difficili da superare

Immaginate di iniziare a fare trading con 1000 $ e perdere il 50% (o 500 $). Occorrono ora profitti del 100%, o un profitto di 500 $ per tornare al punto di pareggio. Una perdita del 75% delle azioni richiede un utile del 400%, un’impresa quasi impossibile, per riportare il conto al livello di partenza. Trovarsi in un guaio simile in qualità di trader significa che, molto probabilmente, si è arrivati al punto di non ritorno e si rischia di gettare tutto all’aria (conto di trading compreso).

Perché la regola del 2%?

Il modo migliore per evitare di incappare in situazioni simili è quello di non dovere mai affrontare una grave perdita. Ecco perché la regola del 2% è così importante. Perdere solo il 2% per scambio vuol dire che si dovrebbero sostenere 10 perdite di fila per perdere il 20% del conto. Anche se si sostenessero 20 perdite consecutive (e bisognerebbe fare del trading in modo esageratamente pessimo per una tale serie di perdite) il prelievo totale ci lascerebbe ancora il 60% del capitale intatto.

Certo, non è una situazione piacevole in cui trovarsi: occorrerebbe guadagnare l’80% per tornare al breakeven, un obiettivo alquanto difficile ma molto meglio del target del 400% per un trader che ha perso il 75% del denaro.

L’arte del trading non riguarda vincere o perdere. Controllando le perdite, come un’attività che contiene i costi, si può resistere all’ambiente duro del mercato e si sarà pronti e capaci di trarre vantaggio dalle opportunità proficue quando queste compaiono. Ecco il motivo per cui la regola del 2% è una delle più importanti del trading.

REGOLE DEL FOREX TRADING – SECONDA PARTE

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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